Giuseppe Vannicola

 

Giuseppe Vannicola, amico di Lionello Balestrieri

in una tela di dimensioni imponenti (202x420) della collezione permanente del Museo Revoltella, "Beethoven" (1900) di Lionello Balestrieri, è ritratto lo scrittore e violinista Giuseppe Vannicola mentre suona il violino. Il quadro fu comprato non appena vinse la medaglia d'oro all'Esposizione Universale di Parigi del 1900, per la sezione italiana. 

Attraverso le opere di Vannicola, riunite finalmente per la prima volta in un unico libro, "Tetano Metafisico", edizioni Aragno, con un approfondito saggio introduttivo e significative annotazioni redatte dalla scrittrice Stefania Iannella, porta alla luce gli stati d'animo dell'autore, che si ricongiungono ad una profonda spiritualità.

Vannicola nasce nel 1876 a Montegiorgio, paese con un centro storico che ha la particolare forma a triangolo. Questa forma geometrica è legata al numero tre rispondente alla simbologia della Trinità, ed è evocata spesso nelle opere scritte da Vannicola, in particolare al testo relativo alla "mistica della musica".

Infatti dall'esperienza mistica che ha caratterizzato la sua vita, durata appena 38 anni, la musica per Vannicola assume un significato fortemente spirituale.

Ottimo allievo del corso di violino presso il Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli, gli fu conferito da Arturo Toscanini il ruolo di primo violino di spalla presso l'orchestra che il Maestro dirigeva al Teatro alla Scala di Milano. 

Vannicola scrive: "Melodia e Armonia sono assi d'universo" e "La pausa è un Universo sottinteso". In ambito musicale i momenti di silenzio sono rappresentati da segni grafici chiamati pause, c'è un rapporto essenziale tra silenzio e suono, entrambi sono alla base della costruzione di una composizione musicale. Inoltre il silenzio è necessario per ascoltare la musica, e ha un suo significato appunto "sottinteso".

Da alcune frasi del libro come: "Tutte le forme, nella natura, risultano da vibrazioni ritmiche"; "Come ogni anima, così ogni suono è il racconto misterioso del gran problema metafisico"; "Per colui che sa udire, anche un fiore parla; anzi è musicale poichèla sua forma, il suo colore, il suo profumo risultano da vibrazioni musicali", "L'arte è la luce dell'infinito nello spazio"; ci rileva la sua sensibilità incontenibile per l'arte. Tali espressioni fanno da eco ad un aforisma del Novalis: "Solo un artista può indovinare il senso della vita". 

Giovanni Di Meglio


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